Cala l’export a marzo. Secondo dati Istat, nel confronto con febbraio, la flessione è dello 0,8 per cento. Giù anche l’import, che perde un punto percentuale.
La diminuzione congiunturale dell’export, spiega l’istituto di statistica, riflette la contrazione delle vendite sia verso i mercati Ue (-0,5%) sia, in misura più marcata, verso quelli extra Ue (-1,2%). La flessione è diffusa a tutti i principali raggruppamenti di prodotti, con l’eccezione dei beni strumentali (+0,9%) e dei beni di consumo non durevoli (+0,2%).
Il calo congiunturale dell’import è invece la sintesi della flessione degli acquisti dai paesi extra Ue (-3,2%) e dell’aumento di quelli dai paesi Ue (+0,6%). Sono In diminuzione gli acquisti di prodotti energetici (-6,6%), di beni di consumo durevoli (-1,6%) e dei prodotti intermedi (-1,4%).
Su base annua, l’export aumenta dell’1,2 per cento, trainato dalla forte espansione delle vendite verso l’area Ue (+5,2%). La flessione tendenziale delle importazioni (-1,3%) è da ascrivere esclusivamente all’area extra Ue (-5,4%).
A marzo 2014 il saldo commerciale è positivo (+3,9 miliardi), in miglioramento rispetto a marzo 2013 (+3,1 miliardi). Questo risultato riflette l’avanzo registrato sia con i paesi extra Ue (+2,7 miliardi) sia con quelli Ue (+1,2 miliardi). La bilancia commerciale al netto dei prodotti energetici è attiva per 7,3 miliardi.
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