Nel 2015 il mercato digitale è cresciuto dell’1%. Un dato che non solo interrompe una tendenza negativa che durava da anni, ma si affianca a una stima per il 2016 del +1,5%, che cancella abbondantemente i cali dei due anni precedenti.
Al recupero, sottolinea Assinform diffondendo le stime, hanno concorso po’ tutti i comparti, con la sola eccezione dei servizi di rete delle telecomunicazioni (-2,4%,) che hanno continuato a subire il calo delle tariffe deprimendo le dinamiche di quasi un terzo del mercato. Ma gli altri due terzi sono appunto cresciuti: servizi Ict +1,5%, software e soluzioni Ict +4,7%, dispositivi e sistemi +0,6%, contenuti digitali e digital advertising +8,6%.
All’interno dei comparti appena citati gli andamenti delle diverse componenti sono risultati ancora più articolati, con la decelerazione di quelle più tradizionali e l’accelerazione di quelle più legate alla digital transformation dei modelli produttivi (processi aziendali e di filiera), di approvvigionamento e vendita e di business intelligence, e anche dei modelli di consumo.
Il mercato dei dispositivi e sistemi è paradossalmente quello che più evidenzia lo spostamento dalla “materialità” alla “funzionalità” dell’Ict. È infatti cresciuto dello 0,6% pur a fronte del calo dei Pc (-13,7% in volumi, fra portatili, desktop e server) e dei tablet (-15,1%). A trainare sono stati gli smartphone, cresciuti del 9,9% a 15,5 milioni di pezzi, nel loro ruolo di device per l’utilizzo di nuove applicazioni e di nuovi servizi in mobilità; e infatti gli utenti di banda larga su rete mobile sono cresciuti ancora, dell’8,8% a 34,5 milioni. L’interesse più generale a nuove funzionalità è poi confermato dalla lenta, ma continua, progressione degli accessi in banda larga da rete fissa, saliti del 2,1%.
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