Il 26 settembre, il 15 e il 24 ottobre, alle ore 18, il Museo Madre di Napoli organizzerà visite guidate gratuite in compagnia dell’artista Mimmo Jodice, uno degli indiscussi maestri della fotografia contemporanea.
Tre occasioni imperdibili per visitare “Attesa. 1960-2016”. la più ampia mostra retrospettiva mai dedicata alla ricerca di Mimmo Jodice.
La mostra si articola in più sezioni tra loro connesse e inizia nella sala “Re_PUBBLICA MADRE” al piano terra, dove è messa in scena, nel formato di una grande proiezione cinematografica, una selezione di immagini dalle serie dedicate, negli anni Sessanta e Settanta, alla città di Napoli, lavori di matrice sociale e di impegno civile: dalla registrazione di forme di aggregazione sociale come i cortei del partito comunista o le feste popolari, alle condizioni di vita manicomiali e carcerarie, dalle dinamiche del lavoro in fabbrica, fra cui agli impianti di Bagnoli, e dalla denuncia del lavoro minorile o dei meccanismi di esclusione sociale alla vita di strada nei bassi e nelle periferie napoletane.
Al terzo piano del museo la mostra presenta, in un percorso appositamente concepito per gli spazi del Madre, più di cento opere, dalle seminali sperimentazioni sul linguaggio fotografico degli anni Sessanta e Settanta fino ad una nuova serie (Attesa, 2015) realizzata in occasione di questo progetto retrospettivo.
Sono proposti, in un allestimento unitario, tutti i più importanti cicli fotografici di Jodice, dedicati al mondo antico, alla natura morta, alla dimensione urbana, al rapporto con la storia dell’arte, in cui si articolano i principali aspetti e temi della sua ricerca: le radici culturali del Mediterraneo, le epifanie del quotidiano, che declinano un’archetipica antropologia degli oggetti comuni, l’astrazione delle metropoli contemporanee, posta a confronto con l’incanto del paesaggio naturale, la relazione fra tensione metafisica e dimensione della cronaca, così come fra il perdurare del passato nell’identità del presente.
L’inizio e la fine del percorso espositivo al terzo piano del museo sono dedicati alle ricerche sperimentali degli anni Sessanta e Settanta: incunaboli di una fotografia che si declina come investigazione concettuale delle potenzialità del linguaggio fotografico, mentre nelle tre ali del terzo piano si succedono poi, in una stringente contiguità e continuità fra i tre differenti tempi del passato (prima sezione), del futuro (seconda sezione) e del presente (terza sezione), opere da tutte le principali serie di Jodice, a partire dagli anni Ottanta. Nella prima sezione si procede dalle radici culturali del Mediterraneo (ricerca avviata nel 1985) alle epifanie del quotidiano (Eden, serie del 1995 presentata in mostra in una nuova versione inedita). Così come, nella terza sezione, dal confronto fra volti e corpi della Napoli contemporanea e i capolavori delle collezioni del Museo Nazionale di Capodimonte (Transiti, 2008) ci si volge alla relazione fra l’incanto del paesaggio naturale e la fantasmagoria metropolitana delle città contemporanee. Mentre nella seconda sezione, collocata al centro della mostra, prende corpo la matrice visionaria e meditativa di tutta la ricerca di Jodice e si dischiude compiutamente il nuovo ciclo A”ttesa”, attesa di un futuro che mai si compie e che annulla, così, lo scorrere stesso del tempo.
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