Durante il semestre di presidenza italiana dell’Ue “ci adopereremo perché si vada verso politiche favorevoli alla crescita e all’occupazione più di quanto non lo siano state nell’ultimo tempo politiche che hanno avuto, non solo giustamente grandissima attenzione per il risanamento dei conti pubblici, per il riequilibrio finanziario in ciascuno dei nostri paesi, ma che hanno anche avuto un’accelerazione e una pesantezza tali da provocare fenomeni recessivi con cui siamo alle prese sia in Italia che in Slovenia”.
Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al termine dell’incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, in visita di Stato in Italia.
Affrontando il tema dell’integrazione europea, il capo dello Stato ha ricordato che “la Slovenia è stato il primo paese della ex Jugoslavia a essere entrato a far parte dell’Unione europea e sono stati necessari parecchi anni perché le porte si aprissero alla Croazia”. “Abbiamo altri paesi dei Balcani occidentali che sono o aspirano ad esser candidati e a vedere avviato un negoziato per diventare membri a pieno titolo dell’Unione – ha ricordato Napolitano – Dobbiamo quindi dare molta attenzione anche alla politica di allargamento e alla politica estera dell’Unione europea che si trova di fronte a crisi molto pericolose e acute come in questo momento la crisi ucraina e nei rapporti con la Russia”.
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