Il rischio per la sicurezza digitale dovrebbe essere considerato un problema di ordine economico e non solo tecnologico, e dovrebbe essere integrato nei processi decisionali di ogni organizzazione. Lo sostiene l’OCSE nella nuova Raccomandazione sulla sicurezza digitale e la gestione del rischio.
“Un ambiente digitale globale, interconnesso, aperto e dinamico – spiega l’organizzazione parigina- genera notevoli opportunità economiche, ancora più promettenti se si pensa alla crescente diffusione dell’Internet delle cose e dei Big Data. Tuttavia, Paesi e aziende sono esposti a minacce sempre più sofisticate e crescenti che possono mettere in pericolo la sicurezza delle informazioni e compromettere la prosperità economica e sociale.
La raccomandazione dell’Ocse sulla Digital Security, adottata nei giorni scorsi, chiede a governi e vertici aziendali di assumersi la specifica responsabilità della gestione del rischio della sicurezza digitale integrandola nella pianificazione generale.
“E’ impossibile poter eliminare totalmente il rischio digitale, ma questa sfida può e deve essere governata in modo efficace” – afferma Antonello Soro, Presidente del Garante privacy – Il ricorso al cloud computing, lo sviluppo dell’IoT, della sanità elettronica può comportare il rischio di esporre le informazioni di milioni di cittadini ad attacchi informatici, perdite o distruzioni con gravi conseguenze anche finanziarie, sulla competitività e sulla fiducia tra clienti, dipendenti, azionisti. Per questo è necessario che imprese e pubbliche amministrazioni prestino massima attenzione alla protezione dei dati, inserendo la sicurezza digitale tra gli asset strategici dei loro piani di sviluppo”.
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