Google ora rispetta la normativa italiana sulla privacy. Il Garante ha reso noto che il motore di ricerca ha soddisfatto tutte le richieste che gli erano state imposte.
L’Authority aveva concesso a Google 18 mesi per l’implementazione di una serie di misure che garantissero la tutela dei dati personali degli utenti dei suoi circa 70 servizi offerti.
Ora le informazioni fornite da Google agli utenti sul trattamento dei loro dati sono più numerose e messe a disposizione in maniera più agevole. L’informativa esplicita le diverse finalità per le quali i dati sono raccolti e utilizzati, compresa la profilazione che prevede anche l’incrocio dei dati tra le diverse funzionalità offerte. L’informativa è stata resa più accessibile grazie a un link diretto che ne consente la visualizzazione con un solo click di distanza da ogni pagina del dominio. Sono state aggiunte inoltre informative per singoli prodotti e servizi. Sono stati inseriti link per agevolare contatti con la società e predisposto un modulo per l’esercizio dei diritti da parte degli utenti.
Google ha implementato le misure per acquisire il consenso all’uso dei dati non solo per gli utenti autenticati, ma anche, sulla base di una specifica prescrizione del Garante, di quelli non autenticati. E’ stato utilizzato un meccanismo che impone all’utente di effettuare necessariamente una scelta prevedendo, tramite la presentazione di un banner, la richiesta di consenso ripetuta per tre volte nell’arco di due mesi, fino a impedire l’accesso ai servizi finché la scelta non venga effettuata. Gli utenti potranno negare il consenso o rilasciarne uno anche parziale rispetto ai diversi scopi per i quali i dati possono essere usati, a partire dalla profilazione.
Per la gestione dei propri dati personali, gli utenti autenticati possono utilizzare un nuovo servizio denominato “My Account” che contiene informazioni sulla privacy, la sicurezza e gli strumenti a disposizione per controllare i propri dati. Per gli utenti non autenticati è disponibile una versione semplificata di “My account” che consente di personalizzare le ricerche sia sul motore di ricerca che su YouTube, controllare la tipologia di annunci visualizzati e scegliere di non ricevere pubblicità mirata. Migliorate anche le impostazioni degli annunci con la possibilità di selezionare le categorie di interesse o disattivare la pubblicità personalizzata.
Gli utenti possono ora, in particolare, disattivare e sospendere la raccolta dei dati per la cronologia delle ricerche e delle localizzazioni o per l’attività vocale e audio. Come per la manifestazione del consenso, anche il diritto di opposizione al trattamento dei dati può essere esercitato in modo “granulare”, cioè anche solo rispetto ad alcuni servizi e incroci di dati tra servizi diversi. Gli utenti avranno a disposizione un meccanismo di facile utilizzo per poter dialogare con Google ed esercitare i loro diritti, come chiedere copie dei dati o farli rettificare.
In linea con quanto richiesto dal Garante, Google rende inaccessibili i dati dell’utente autenticato 24 ore dopo la richiesta dell’interessato e li cancella entro 2 mesi, se i dati sono su sistemi attivi, o entro 6 mesi, se sono archiviati su sistemi di back up. I cosiddetti “dati di sistema”, necessari a Google per fornire i propri servizi, vengono invece anonimizzati allo scadere di tempi di conservazione predefiniti. Riguardo, in particolare, al tempo unico di conservazione indicato da Google per i cookie (18 mesi), il Garante si è riservato un ulteriore approfondimento per verificare se possano essere individuati tempi di conservazione diversificati in base al maggiore o minore potere identificativo dei cookie. L’Autorità si è riservata ulteriori approfondimenti anche sulle tecniche di anonimizzazione utilizzate.
“I miglioramenti adottati da Google sono il risultato dell’attività intrapresa dal Garante italiano per tutelare al meglio la privacy on line degli italiani e di una modalità di confronto con Google che ci pare abbia portato buoni frutti – ha commentato Antonello Soro, Presidente dell’Autorità Garante. Lo consideriamo un primo significativo passo. La nostra azione di vigilanza e controllo nei confronti di Mountain View infatti non si fermerà. Proseguiremo nelle verifiche, anche in collaborazione con le altre Autorità europee, affinché i dati degli utenti siano sempre più protetti e i loro diritti riconosciuti dai colossi del web”.
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