Il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, ha eletto oggi con 665 voti, alla quarta votazione, Sergio Mattarella dodicesimo presidente della Repubblica.
Mattarella ha sfiorato il quorum dei due terzi, quello che era necessario nelle prime tre votazioni.
“Conosco Sergio Mattarella – ha detto l’ex presidente Giorgio Napolitano – sul piano dell’assoluta lealtà, correttezza, sensibilità, competenza istituzionale e certamente dell’imparzialità. Tutte caratteristiche importantissime per disegnare la figura del Capo dello Stato. E’ sempre importante avere grandi numeri”.
Classe 1941, Mattarella è stato deputato dal 1983 al 2008, prima per la Democrazia Cristiana e poi per il Partito Popolare Italiano e la Margherita, e più volte ministro. Dal 2011 è giudice costituzionale di nomina parlamentare.
Nel corso della XII Legislatura della Repubblica Italiana fu relatore delle leggi di riforma del sistema elettorale della Camera e del Senato che, recependo l’esito del referendum del 1993, introducevano una preponderante componente maggioritaria. La legge Mattarella, alla quale il politologo Giovanni Sartori diede l’appellativo di Mattarellum, fu impiegata per le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001.
Ai sensi dell’articolo 91 della Costituzione, prima di assumere le sue funzioni, il nuovo presidente della Repubblica presterà giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.
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