Terrorismo, immigrazione e disoccupazione. Sono queste le principali sfide che l’Unione Europea si trova ad affrontare, secondo il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, intervenuto oggi in occasione del discorso annuale sullo Stato dell’Unione.
La crisi dei rifugiati, la Brexit e la lotta al terrorismo sono stati gli altri affrontati.
“Il populismo non risolve i problemi, ma li crea – ha sottolineato – Per quanto riguarda la Brexit pur rammaricandoci, noi rispettiamo la decisione presa dal Regno Unito, ma l’Ue in quanto tale non è a rischio. Saremmo felici di ricevere la richiesta che permetterebbe alla Brexit di essere quanto prima effettiva”.
Juncker ha poi citato altri punti segnati in rosso nell’agenda politica: rapida ratifica dell’accordo sul cambiamento climatico, ulteriori accordi di libero scambio con Paesi terzi, protezione dei dati, lotta contro l’evasione fiscale, costruzione di un’Unione dei capitale, accesso a internet ad alta velocità e maggiori investimenti per la creazione di posti di lavoro. Ha inoltre annunciato che l’importo del Fondo europeo di investimento strategico sarà raddoppiato.
Per quanto riguarda la crisi dei rifugiati, Juncker ha proposto la creazione di un corpo europeo di solidarietà composto da volontari e di un nuovo piano di investimenti per l’Africa. Per la lotta al terrorismo, ha sottolineato la necessità di intensificare lo scambio di informazioni tra le autorità di polizia nazionali e proposto, tra l’altro, il rafforzamento di Europol. In conclusione, ha annunciato una proposta per un Fondo europeo per la difesa.
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