In tasca, il diploma o la laurea. Età tra i 35 e i 40 anni. Residenza al Sud.
E’ questo l’identikit della neo-imprenditrice, secondo un’indagine condotta da Unioncamere sulle nuove imprese costituite lo scorso anno. Una ricerca che ha tenuto conto solo di attività che non sono frutto di trasformazioni di attività esistenti, ma iniziative completamente nuove. Un esercito di 53mila imprese (il 28,6% delle iniziative totalmente aperte nel 2013) da cui traspare il profilo di un’Italia al femminile che, con più impegno degli uomini, cerca nell’impresa un miglioramento della propria situazione lavorativa o una risposta alla perdita del lavoro.
Rispetto all’universo maschile, l’indagine di Unioncamere segnala come le donne che fanno impresa siano più concentrate nella fasce di età al di sotto dei 40 anni (il 60% contro il 55 degli uomini) e hanno un livello di istruzione mediamente più elevato (il 20,8% ha in tasca una laurea, contro il 16,1% dei colleghi imprenditori maschi, il 46,1% almeno un diploma, mentre gli uomini si fermano al 44,7). Oltre ad un livello formativo mediamente più elevato, le donne che fanno impresa mostrano anche un’esperienza lavorativa più qualificata: il 18,5% ha infatti alle spalle un’esperienza da impiegata o quadro, contro il 14,3% degli uomini.
E anche nel caso di assoluta mancanza di esperienza nel mondo del lavoro, come per la categoria degli studenti, la quota di donne (6,5%) è più elevata di quella dei maschi (4,9). Sotto il profilo professionale, invece, è netta la distanza dagli uomini: solo il 6,9% delle donne aveva alle spalle una precedente e diversa esperienza da imprenditrice o lavoratore autonomo (15,2 la percentuale tra gli uomini), e solo il 3,5% svolgeva una libera professione (5% per gli uomini). A caratterizzare le neo-imprese femminili, infine, resta il profilo organizzativo più fragile, visto l’incidenza molto elevata (86,7%) la percentuale delle iniziative che nascono nella forma individuale.
Quanto alle attività, il 28,7% delle imprese femminili opera nel commercio al dettaglio e in quello all’ingrosso con la distribuzione più elevata in Campania, Lombardia, Sicilia. Le altre principali attività in cui operano le imprese femminili sono l’agricoltura (17,2%), prevalentemente nelle regioni meridionali di Sicilia, Puglia e Campania; i servizi di ristorazione e di alloggio (9,2%) prevalentemente nelle regioni del Centro – Nord di Lombardia, Lazio e Emilia Romagna e le altre attività di servizi (8,9%) concentrate per quasi il 46% in sole quattro regioni: Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna.
In termini di incidenza percentuale, la presenza delle imprese femminili è relativamente più rilevante nelle altre attività di servizio (49,5%), della sanità e assistenza sociale (38,5%), dei servizi di alloggio e ristorazione (28,9%), dell’agricoltura (28,7%) e del complesso delle attività di noleggio, agenzie viaggi (26,9%).