E’ stato un anno positivo per l’export del vino italiano nel mondo, secondo quanto emerge dai dati contenuti nel rapporto annuale di FederDoc.
Nel 2015 gli introiti hanno sfiorato i 5,4 miliardi di euro, in aumento del 5,4% rispetto al 2014, su un fatturato totale per le aziende italiane del settore stimato in 9,7 miliardi. Con i vini a denominazione di origine che a loro volta crescono del 5% in volume e dell’8% in valore.
Germania, Regno Unito e Stati Uniti si confermano i principali mercati di destinazione del vino italiano, con gli Usa in cima alla classifica per fatturato dell’ export. In quest’ultima classifica ben figurano, tra gli altri, anche Canada, Francia, Australia, Messico e Corea, ma soprattutto la Cina che accresce i propri approvvigionamenti di vino italiano.
In Italia, invece, perdura il calo dei consumi pro capite, pressoché costante negli ultimi trent’anni.
“L’Italia del vino si conferma un Paese orientato ad un export verso i Pesi terzi – ha sottolineato Riccardo Ricci Curbastro, presidente della Federdoc – Mentre i consumi interni pro capite continuano a calare, prosegue la scalata ai mercati esteri, confermando quelli storici come Usa, Regno Unito e Germania, mantenendo salde le posizioni in Francia, Canada, Australia e Messico ma, soprattutto, sviluppando numeri rilevanti in Cina e Corea, target di assoluto valore. Ma in realtà è tutto il mondo che chiede i nostri vini e non è un mistero che ormai l’80% delle etichette nazionali sono destinate a superare i confini italiani”.
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