Anche se le tredicesime restano impegnate soprattutto sulle scadenze fiscali e la crisi non è ancora del tutto alle spalle, le famiglie non rinunciano alle classiche tavolate natalizie. Secondo la Cia, si spenderanno complessivamente 3 miliardi di euro, in media tra i 260 e i 300 euro a nucleo familiare. E anche se più della metà delle famiglie afferma di fare molta attenzione agli sprechi alimentari, resta alto il rischio di riempire troppo il carrello della spesa. Le stime della confederazione parlano di un 9% in più di cibo acquistato che potrebbe finire nella spazzatura a Natale, per un valore complessivo di circa 230 milioni di euro.
Quanto ai menù, ostriche e frutta esotica verranno consumate con il contagocce. Mentre sarà un trionfo di prodotti e tipicità locali: ragù, bollito, tortellini in brodo, torte rustiche e dolci artigianali. E per il cenone della Vigilia, che vedrà al centro del menù il pesce, le famiglie compreranno alici, triglie, orate, spigole, trote, capitone invece del costoso caviale d’importazione. E poi ancora una volta lo spumante trionferà sullo champagne, con il 90% dei brindisi “tricolori” e una netta prevalenza nei gusti di quello dolce.
Messe da parte le mode esotiche e ridotti i viaggi, anche a causa dell’allarme terrorismo, oltre 8 italiani su 10 hanno deciso di trascorrere le feste tra le mura domestiche con parenti e amici e di cancellare i menù esterofili prediligendo portate “locali” nel 75% dei casi.
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