



“Lea” di Marco Tullio Giordana ha aperto la nona edizione del RomaFictionFest con un’anteprima all’Auditorium della Conciliazione. Il cineasta milanese torna sul piccolo schermo per dirigere un potente political crime, racconto civile e storia vera ispirata alle drammatiche vicende di Lea Garofalo, vittima della ‘ndrangheta.
La proiezione è stata preceduta dal red carpet con protagonisti, accanto al regista, Vanessa Scalera e Linda Caridi.
“Ho voluto raccontare la storia di Lea Garofalo – ha raccontato Giordana- perché l’unica speranza di penetrare in una struttura familistica come la ‘ndrangheta è far sì che la fortezza interna si sgretoli, grazie alle donne che decidono di non essere più custodi di quella filosofia mafiosa. L’esempio di Lea Garofalo è molto più utile di qualsiasi attività investigativa, che è importantissima, ma senza cambiamenti culturali non succede nulla. Nella storia di Lea Garofalo – ha proseguito Giordana – ci sono due aspetti straordinari: la sua forza di ribellarsi e l’intelligenza, che la accomunano a Peppino Impastato, e la motivazione che viene da sua figlia Denise, perché non vuole per la ragazza quello che ha dovuto subire lei stessa. Vorrei che questo film riuscisse a raccontare questa forza e l’esempio che Lea ha saputo dare a sua figlia, e l’esempio che Denise ha saputo e continua a dare a tante donne nella loro stessa situazione”.