Quando siete in vacanza preferite godervi un pò di meritato relax o siete di quelli che vogliono fare e vedere mille cose? Secondo un’indagine internazionale realizzata da GfK, il 59% delle persone preferisce fare una vacanza rilassante, mentre il 35% è per le vacanze attive. L’Italia guida la classifica delle nazioni dove è più alto il numero di persone che ama essere attivo anche in vacanza, mentre Brasile, Corea del Sud e Giappone sono in assoluto quelli più propensi al relax.
Oltre la metà (59%) delle persone intervistate preferirebbe passare “una vacanza rilassante, dove mi prendo del tempo per me”. Al contrario, poco più di un terzo (35%) preferirebbe “una vacanza attiva, dove faccio o vedo molte cose”.
In leggera controtendenza le risposte degli italiani: nel nostro Paese infatti si registra la percentuale più alta di persone (45%) che quando è in vacanza preferisce dedicarsi ad attività di vario tipo. Quelli che vogliono passare delle vacanze rilassanti sono ancora la maggioranza (50%), mentre il restante 5% non ha una preferenza precisa.
La predisposizione per le vacanze attive è particolarmente alta tra le donne. Considerando solo questo segmento, infatti, la percentuale di italiane che ama fare delle vacanze dinamiche (48%) è addirittura maggiore rispetto a quella che aspira al relax (46%). Tra gli uomini invece, la vacanza rilassante vince con un 54% di preferenze, contro il 41% della vacanza attiva.
Anche l’età dell’intervistato influenza il tipo di vacanza più apprezzata. La fascia d’età che ama maggiormente le vacanze attive è quella compresa tra i 20 e i 29 anni (50%), seguita dai teenager con il 47% e dai trentenni con il 45%. Al contrario, gli over 60 sono quelli che amano maggiormente le vacanze all’insegna del relax: il 56% le preferisce, contro il 39% che ama le vacanze attive.
Infine, guardando alle famiglie con figli, emerge come chi ha figli piccoli (fino a 6 anni) opta più facilmente per una vacanza rilassante. Al contrario, quando i figli crescono si sente il bisogno di una vacanza più attiva: ne sono convinti il 48% di chi ha figli tra i 6 e i 12 anni e il 46% di chi ha figli adolescenti.
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